Anche se l’arietta settembrina della poesia di Alfonso Gatto tarda ad arrivare, quel senso di fine estate che traspare dai suoi versi la sento in maniera prorompente. Mentre osservo la luce del giorno diminuire sempre più, mi attraversa la nostalgia di una fine e del cambiamento che ne consegue. Non si può fermare il corso delle stagioni, anche se le temperature fanno ancora pensare a giorni di luglio e agosto; così come non si può fermare il cambiamento. Questo non toglie che il nuovo che sento in arrivo mi spaventi un po’ e mi faccia vivere momenti di malinconia e tristezza: sto in ascolto dei miei sentimenti, li vivo fino in fondo in modo da poterli elaborare pienamente.
Arietta settembrina
Ritornerà sul mare
la dolcezza dei venti
a schiuder le acque chiare
nel verde delle correnti.
Al porto, sul veliero
di carrubbe l’estate
imbruna, resta nero
il cane delle sassate.
S’addorme la campagna
di limoni e d’arena
nel canto che si lagna
monotono di pena.
Così prossima al mondo
dei gracili segni,
tu riposi nel fondo
della dolcezza che spegni.